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Punti di interesse

Aurora, la campana del Partigiano

Inaugurata nel 2002 nel villaggio di Marine, all’ingresso della Valle del Lys in una posizione panoramica, ogni giorno la Campana del Partigiano suona alle 9.15 per ricordare a tutti che, a Marine, l’8 dicembre 1943 è stato sparato il primo colpo di fucile contro i nazifascisti.
La campana è intitolata ad Aurora (“Lola”, Aurora Vuillerminaz, partigiana fucilata a Villeneuve il 16 ottobre 1944) e vuole, col suo nome, essere simbolo della rinascita dopo la notte del nazifascismo ed un awertimento affinché l’immane tragedia della guerra non debba più ripetersi.

Il Santuario di Notre-Dame de La Garde 

Sorge in una suggestiva posizione a dominio del fondovalle, all’imbocco della valle centrale, meta di pellegrinaggi e punto di riferimento per la devozione popolare, per tutta la Bassa Valle d’Aosta e l’Alto Canavese. La prima attestazione documentaria dell’esistenza di una cappella in loco risale al XIII secolo; l’edificio nelle forme attuali è del primo trentennio del XVIII secolo, epoca in cui viene completamente ricostruito e decorato ad opera di maestranze valsesiane. Il santuario conserva pregevoli ex-voto, alcuni dei quali anche relativi alle vicende belliche e resistenziali del Novecento.

La stazione di Pæonia officinalis al Col Fenêtre

Attorno al Col Fenêtre, a cavallo tra i Comuni di Perloz e di Arnad, si estende una delle poche stazioni valdostane di Pæonia officinalis, specie di origine sudeuropea montana, rara sulle Alpi e sugli Appennini e minacciata dalla raccolta indiscriminata.

Il mulino di Glacières

Già proprietà dei signori di Vallaise e infeudato alle comunità locali, nel 1576 fu acquistato dagli abitanti di Marine; a partire da quel momento veniva gestito dalla Confrérie du Saint-Esprit et des Rogations di Marine, insieme con il forno della comunità. Restaurato nel 2000 e reso visitabile, non è più utilizzato, a differenza del forno dove ogni anno si cuoce il pane in occasione della Fehta dou Pan Ner (festa del pane nero), nel mese di luglio.

L’esposizione l’École d’autrefois

Inaugurata in occasione del Concours Cerlogne del 2001, raccoglie arredi, documenti e oggetti scolastici provenienti dalla vecchia scuola di Marine. Essa si presenta come un’aula d’inizio Novecento; vi trovano posto, oltre a quaderni, penne e calamai, la storica lavagna con i segni lasciati dalle pallottole di moschetto sparate dai militi fascisti nella rappresaglia del 1° luglio 1944, una stufa, una cattedra, un armadio di biblioteca, il quadro raffigurante il re e la regina e molto altro materiale.

Il Mont Crabun (2710 m slm) e il suo bivacco

É la cima più alta di Perloz; al pari delle altre montagne del Comune, appartiene al massiccio del Sesia-Lanzo. Sulla vetta, nel 1901, è stata collocata una grande croce, a cui nel 1986 lo scultore Giuseppe Favre di Arnad ha aggiunto una bella figura raffigurante Cristo morente.

Il villaggio di Chemp e il suo museo a cielo aperto

Il villaggio di Chemp posto in posizione dominante sulla bassa valle del Lys è caratterizzato dalla splendida architettura rurale e dal museo a cielo aperto di opere in legno e in bronzo dello scultore Angelo Bettoni e di altri artisti.

Il Ponte di Moretta

Un ponte unisce i due versanti della Bassa Valle del Lys da tempo immemorabile, forse dall’epoca pre-romana. Da sempre il ponte a causa del suo affacciarsi su una profonda e oscura gola in cui scorre il Lys è circondato da un’aura leggendaria. Fu ricostruito innumerevoli volte in legno, sulle spalle in pietra e calce, fino all’edificazione dell’attuale ponte completamente in muratura, avvenuta nel 1721, leggermente a monte dell’antica sede, ad opera di Jean-Baptiste Gaydoz, di Perloz, e Pierre Ferro della Valsesia. Al centro del ponte fu costruito un oratorio affrescato, ancor oggi esistente, con funzioni di porta.

La Torre di Hérères

È probabilmente una tra le più antiche di tutta la Valle d’Aosta: la sua origine, che si vuol ispirata a modelli romani, può essere datata intorno all’anno mille. Il complesso, inizialmente costituito dalla torre stessa e da un corpo d’abitazione, racchiusi all’interno di una cortina muraria, è stato pesantemente modificato nei secoli: il muro di cinta è stato utilizzato per edificare la chiesa parrocchiale e il donjon è diventato nel 1878 il suo campanile, mentre l’abitazione è stata trasformata nella casa parrocchiale.

Il Borgo con il torchio e i castelli di Perloz

Il borgo è caratterizzato da due imponenti castelli e da una strada centrale che si snoda tra due file di case e che in tempi remoti immetteva chi proveniva da Pont-Saint-Martin direttamente nel cuore dell’abitato. I castelli Charles e Vallaise erano le sedi della nobile famiglia dei Vallaise, che esercitava la sua giurisdizione anche sui territori degli attuali comuni di Lillianes, Fontainemore e di parte di Pont-Saint-Martin; furono verosimilmente costruiti, nella loro struttura attuale, tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Le altre abitazioni del borgo presentano molti particolari architettonici del Trecento e Quattrocento. Un monumentale, magnifico torchio, collocato probabilmente in origine in uno spazio aperto, e solo in epoca più recente rinchiuso in una costruzione in mezzo alle case, testimonia ancor oggi l’importanza delle viticoltura anche a Perloz.

La Chiesa parrocchiale di Saint Sauveur

In passato la chiesa di Saint Sauveur ha rivestito un ruolo importante poiché la parrocchia di Perloz comprendeva tutta la valle del Lys. In seguito a partire dalla fine del 1100 si sono formate parrocchie autonome nei territori limitrofi. Non si conosce con certezza la data in cui è stata costruita, secondo alcuni risalirebbe al 772, ma probabilmente è stata eretta intorno all’anno Mille. Di questo primo insediamento è rimasto solo il campanile (la cui base è del IX o X secolo ma le sopraelevazioni sono più recenti) perché nei primi anni del 1600 è stato interamente demolito per far spazio alla nuova chiesa. La chiesa, costruita tra il 1616 e il 1620 nel medesimo luogo della precedente, ma con un diverso orientamento, è rimasta pressoché integra fino ai nostri giorni. La sua pianta è rettangolare ed è costituita da un’unica navata a tre volte a vela. La facciata principale è affrescata con un dipinto raffigurante il giudizio universale risalente al 1677. Nel 2021 è stato inaugurato il nuovo museo di arte sacra all’interno della Chiesa. Il piccolo spazio museale ospita 9 vetrine di cui 4 di grandi dimensioni, destinate ad accogliere suppellettili e arredi sacri di pertinenza della chiesa parrocchiale o provenienti dalle numerose cappelle sparse sul territorio. È possibile ammirare alcune sculture lignee e numerose oreficerie tra cui dei calici, un ostensorio raggiato, croci astile e reliquiari. Tra questi colpisce il reliquiario in argento risalente all’inizio del XVIII secolo contenente una spina della corona di Cristo, che secondo una tradizione sarebbe arrivata a Perloz tramite un membro della famiglia Vallaise. Proprio alla committenza della nobile famiglia Vallaise, che fino al 1522 aveva eletto la chiesa di Perloz come luogo privilegiato di sepoltura, si deve la presenza nella chiesa di 2 pregiatissime pianete databili tra XV-XVI secolo.

Il torchio di Plan-de-Brun

Nel XVIII secolo l’edificio in cui si trova il torchio apparteneva alla famiglia Porté di Perloz, ricca di beni e di proprietà. Alla morte di Marie Jeanne Porté nel 1897, in virtù di un lascito testamentario, i suoi beni passarono al parroco di Perloz, il canonico Pierre Joseph Creux, affinché fosse costituito un piccolo Rifugio per poveri vecchi della parrocchia Saint Sauveur nel domicilio di Plan-de-Brun. Dell’antico edificio destinato esclusivamente ad uso agricolo si conservano il locale con il torchio, lo spazio sovrastante nel passato adibito a fienile e la “gra”, il locale destinato all’essicazione delle castagne per permetterne la conservazione.